Alcuni produttori hanno ritirato in via precauzionale specifici lotti di latte artificiale per lattanti per un possibile rischio di cereulide, una tossina batterica che può causare nausea e vomito e, raramente, intossicazioni gravi.
Il problema non riguarda il batterio in sé nel prodotto, ma la tossina già formata, entrata nella filiera tramite un lotto contaminato di olio di acido arachidonico (ingrediente usato nella formulazione). La cereulide non viene eliminata dal calore, quindi scaldare o bollire non la inattiva. I sintomi possono comparire entro 0,5–6 ore e di solito si risolvono entro 24 ore, ma in casi rari possono verificarsi danni a fegato e reni.
Le ASL, in raccordo con Regione e Ministero della Salute, stanno monitorando la situazione con attenzione. In ogni caso, è fondamentale preparare il latte in polvere solo al momento e non lasciarlo per ore a temperatura ambiente.
